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jeudi 6/08/2026

Albania / L’Accordo bilaterale tra Albania e Svizzera obbliga le parti a negoziare le controversie relative all’Aeroporto Internazionale di Valona prima di ricorrere all’arbitrato internazionale.

Lugano/Tirana, 6 agosto – La controversia sull’Aeroporto Internazionale di Valona sta passando dal cantiere a un confronto legale che potrebbe concludersi con un arbitrato internazionale. A disciplinare tale procedura è l’Accordo bilaterale tra la Svizzera e l’Albania sulla protezione degli investimenti, firmato nel 1992, che impone alle parti di tentare una soluzione negoziata prima di ricorrere all’arbitrato. La situazione relativa all’Aeroporto Internazionale di Valona costituisce una grave violazione dello Stato di diritto in Albania, scrive il quotidiano svizzero LeCanton27.ch.

Il progetto, i cui lavori sono iniziati nel 2021 e avrebbero dovuto concludersi entro tre anni, ha subito continui ritardi a causa del conflitto tra gli azionisti Behgjet Pacolli e Valon Ademi sulla ripartizione delle quote societarie. Sebbene l’aeroporto avrebbe dovuto entrare in funzione entro il 2025, i lavori non sono ancora terminati. Per sbloccare la situazione, il governo ha ipotizzato la risoluzione unilaterale del contratto di concessione.

Pacolli: «Lo SPAK deve intervenire con urgenza per ristabilire la giustizia a favore dell’Aeroporto Internazionale di Valona costruito da una società svizzera.»

Un investimento strategico del valore di centinaia di milioni di euro continua a essere ostacolato da azioni ritenute illegittime, mentre le autorità competenti non hanno adottato misure efficaci per ristabilire la legalità. I giochi politici e le manovre che riguardano questo aeroporto internazionale stanno avendo conseguenze negative sia sull’economia albanese sia sull’immagine del Paese, scoraggiando non solo gli investitori svizzeri, ma anche quelli europei, che rischiano di perdere fiducia nelle istituzioni albanesi, scrive LeCanton27.ch.

L’imprenditore Behgjet Pacolli ha reagito alla notizia secondo cui il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia ha avviato la procedura di risoluzione del contratto di concessione dell’Aeroporto Internazionale di Valona, avvertendo che, qualora la decisione venisse confermata, ricorrerà all’arbitrato internazionale.

La società svizzera MABCO, investitore del progetto in base al contratto di concessione, ha ottenuto decisioni favorevoli in tutte le cause esaminate dalla Corte Suprema albanese. Tuttavia, nonostante le sentenze e le denunce presentate, la situazione rimane invariata, causando ingenti danni finanziari, economici e reputazionali.

«Rivolgo un appello allo SPAK, alla Procura e a tutte le istituzioni competenti affinché intervengano immediatamente, indaghino su ogni atto illegale, perseguano i responsabili e garantiscano il rispetto della legge», ha dichiarato il noto imprenditore e filantropo internazionale Behgjet Pacolli al quotidiano svizzero LeCanton27.ch.

Pacolli ha inoltre avvertito che, qualora venisse ufficializzata la risoluzione del contratto, MABCO intraprenderà tutte le vie legali disponibili, compresi l’arbitrato commerciale e quello internazionale contro la Repubblica d’Albania.

L’imprenditore Behgjet Pacolli ha annunciato che porterà il Governo albanese davanti a un tribunale arbitrale internazionale, chiedendo il massimo risarcimento per il progetto dell’Aeroporto Internazionale di Valona.

La dichiarazione di Pacolli è arrivata subito dopo che il Ministero delle Infrastrutture e dell’Energia ha annunciato l’avvio della procedura per la nazionalizzazione dell’aeroporto, a seguito del lungo stallo creatosi tra i due azionisti.

«Non ho mai voluto che fossero i contribuenti albanesi a pagarne il prezzo, ma…» – Behgjet Pacolli porta il Governo albanese davanti a un tribunale arbitrale per l’Aeroporto di Valona.

Pacolli afferma di aver appreso dell’avvio della procedura di nazionalizzazione della concessione attraverso i media, poiché il Governo non lo ha mai informato ufficialmente, definendo tale comportamento inaccettabile. Secondo lui, MABCO ha investito oltre 320 milioni di euro nel progetto dell’Aeroporto di Valona, senza considerare il mancato profitto.

Secondo il piano economico della concessione, l’Aeroporto di Valona dovrebbe generare circa 720 milioni di euro di ricavi nel corso dei 35 anni di durata della concessione. È verosimile che questo importo costituisca anche la base della richiesta di risarcimento che MABCO presenterà nell’arbitrato contro la Repubblica d’Albania.

Nel comunicato con cui ha annunciato il ricorso all’arbitrato, il principale investitore, Behgjet Pacolli, ha sottolineato che la decisione del Ministero delle Infrastrutture contrasta non soltanto con la sentenza della Corte Suprema e con il contratto di concessione, ma anche con l’Accordo bilaterale sulla protezione degli investimenti tra la Svizzera e l’Albania.

Si tratta del trattato firmato nel 1992, che stabilisce gli standard di tutela che lo Stato ospitante è tenuto a garantire agli investitori. Nel caso specifico, riguarda gli obblighi dello Stato albanese nei confronti della società svizzera MABCO, con sede a Lugano.

In particolare, l’articolo 4 obbliga lo Stato a proteggere gli investimenti effettuati conformemente alla legislazione vigente e vieta qualsiasi ostacolo ingiustificato o discriminatorio alla loro gestione, manutenzione, utilizzo, ampliamento o cessione.

L’articolo 5 garantisce inoltre agli investitori un trattamento giusto ed equo e vieta che essi siano trattati in modo meno favorevole rispetto agli investitori nazionali o a quelli provenienti da Paesi terzi.

Secondo Pacolli, proprio queste garanzie sarebbero state violate. Egli sostiene che la società sia stata impedita a proseguire i lavori nonostante disponesse di sentenze favorevoli, mentre i ritardi così accumulati vengono ora utilizzati come giustificazione per la risoluzione del contratto.

Un’altra disposizione fondamentale è l’articolo 11, che disciplina la risoluzione delle controversie tra l’investitore e lo Stato.

Secondo il noto imprenditore kosovaro residente in Svizzera, Behgjet Pacolli, le parti devono innanzitutto cercare di risolvere la controversia attraverso negoziati. «Se entro sei mesi non si raggiunge un accordo, l’investitore acquisisce il diritto di ricorrere all’arbitrato internazionale», ha dichiarato Pacolli al giornale svizzero in lingua albanese LeCanton27.ch.

L’Accordo prevede inoltre che, qualora entrambi gli Stati siano parti della Convenzione di Washington del 1965, la controversia possa essere sottoposta anche al Centro Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli Investimenti (ICSID).

Richiamandosi a tali disposizioni, Pacolli avverte che, qualora il contratto di concessione venga risolto, la controversia non rimarrà un semplice conflitto contrattuale, ma potrà essere sottoposta a un arbitrato internazionale, nel quale sarà valutato anche se l’Albania abbia rispettato gli obblighi assunti con l’Accordo bilaterale sulla protezione degli investimenti concluso con la Svizzera nel 1992.

«Basta con i giochi politici attorno all’Aeroporto Internazionale di Valona. Lo Stato di diritto si misura dal rispetto e dall’applicazione della legge. Lo SPAK deve agire subito!», ha concluso Behgjet Pacolli.

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